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Da Obraz non ho fatto le mie prime mostre in assoluto, ma ho fatto quelle che mi hanno davvero avvicinato a fare quella che io ritengo essere una delle professioni più belle. Sicuramente quella che mi è più congeniale.
Da Obraz sono passati molti bravi artisti e molti validi curatori è la sua storia è una storia di passione e contraddizioni, a cui l’arte milanese deve molto. Se non fosse stato per Loris Di Falco l’arte giovane degli ultimi dieci anni sarebbe stata più povera spiritualmente e qualitativamente. Per me è stata una fucina di idee, di dibattito, un banco di prova ed una festa. Qui ho fatto incontri straordinari, ho incontrato persone che frequento ancora oggi ed altre che purtroppo non ho coltivato abbastanza. Se non fosse stato per Loris, gli artisti e i curatori di Milano avrebbero dialogoto molto di meno. Invece in Vicolo Lavandai, tra un bichiere e l’altro di pessimo vino, si è potuto discutere di tutto e si è vista arte di qualità. Devo ringraziare per tutte queste esperienze non solo Loris, ma anche Alessandro Bellucco, che per primo mi invitò a scrivere un testo letterario per una sua bizzarra mostra consistente in un solo dipinto. Nel testo inventavo un brano inedito di diario della Principessa Irulan, uno dei protagonisti del primo romanzo della saga DUNE di Frank Herbert. Ricordo ancora il commento di Loris quando mi fu presentato: “Bhe, quanto a malattia, il tuo testo non scherza per niente”.
Ho fatto molte altre cose da Loris, alcune per mia iniziativa, alcune per sua volontà, ma quella prima mostra la porterò sempre nel cuore. Peccato per quella testa da artista… Parlo di Loris. Perchè Loris, prima, era un artista e Obraz era semplicemente il suo studio. Lui all’arte ha sempre guardato da artista. E questa è stata la sua maggior virtù. Lui è uno che l’arte la capisce davvero. Peccato che coi soldi non ci sappia proprio fare, insomma che non sia proprio capace di essere anche un po’ manager di se stesso. A quest’ora Obraz sarebbe una galleria che conta anche economicamente. Io sono grato a Obraz e sono grato a Loris di esserci stati. Quella di Obraz, l’ho già detto, è una storia di passioni e contraddizioni. Quella tra me e Loris è una storia di complicità, di condivisione, di scazzo, di incomprensione, di scontri, di timidi riavvicinamenti, di distanza e di silenzio, di amicizia e di intesa, insomma è una storia, come tutte quelle degne di essere raccontate, piena di alti e bassi, di picchi e cadute. Una storia, io credo, ancora da raccontare e il cui epilogo può attendere.